giovedì 12 dicembre 2013

GIOCHIAMO A FARE I GRANDI


 
Un adulto che gioca è un bambino sopravvissuto.

Durante lo scorso week end ho condotto una seduta di teatroterapia presso la scuola di specializzazione in cui mi sto formando, dovevo sviluppare il tema dell’improvvisazione e i destinatari del mio intervento sono i bambini, ma dovevo sperimentare quanto pensato sui miei compagni di corso. Questa è stata una bellissima opportunità per studiare un’altra sfaccettatura del gioco e il rapporto che molti adulti hanno con esso.
Infatti all’inizio alcuni miei compagni hanno avuto un atteggiamento da bambini piccoli poco rispettosi delle regole e al termine della seduta essi hanno confermato questa mia impressione, questo ha dato vita a un confronto sul gioco e sulla sua importanza e sul fatto che se siamo adulti e giochiamo allora lo facciamo poco seriamente.
Dal mio punto di vista le cose non stanno proprio così: il gioco è importantissimo esso ci permette di diventare adulti ed è un potente mezzo di conoscenza. Pensiamo al mondo che ci circonda: esso è governato dalle leggi della fisica e come può conoscere tali leggi un bambino? Bè per esempio facendo cadere a terra gli oggetti egli sperimenta la forza di gravità, nonostante i genitori che si arrabbiano per  tutte le cose scaraventate a terra.

Oppure nel mondo ci sono le relazioni difficili e impegnative caratterizzate da incomunicabilità e allora una bambina gioca con le bambole: esse parlano e dicono le cose che nella realtà non vengono espresse attraverso il gioco dello scambio dei ruoli.

Il gioco ci permette di conoscere il mondo di sperimentare le leggi che lo governano, ci aiuta ad aumentare le nostre competenze e capacità; per Platone il gioco contribuisce a qualificare il mondo, ed io concordo pienamente. Per questo ogni adulto dovrebbe sempre aver presente il proprio bambino che gioca per solo così può crescere e diventare un adulto completo.
 
 

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