sabato 19 ottobre 2013


“FAR CAPIRE AGLI ALTRI LE NOSTRE EMOZIONI NON E’ FACILE, NON E’ FACILE FAR CAPIRE ALLE NOSTRE EMOZIONI GLI ALTRI”

Tutti pensano che il difficile sia salire su un palco, mettere in scena un personaggio ed allestire uno spettacolo. Un attimo prima che tutto inizi senti vibrare il tuo corpo che suona una musica tutta sua, percepisci l’adrenalina in ogni tuo singolo muscolo anche quello che pensavi di non avere mai usato: sensazione che ti ricorda di essere viva e di essere lì per un motivo ben preciso e poi un lungo respiro profondissimo, giù giù fino alla pancia e poi VIA!!! Si apre il sipario, si va in scena, la fantasia vola: siamo tutti un nuovo personaggio con un nuovo carattere e un nuovo destino fino alla fine quando i riflettori si spegneranno un’altra volta e il sipario ci chiuderà. A me non sembra così difficile calcare le scene e vestire panni nuovi, non è difficile far finta di essere qualcun altro…Fin da piccolissimi noi facciamo finta e cambiamo uso agli oggetti li facciamo diventare qualcos’altro( un esempio su tutti è il bambino a cavallo di un manico di scopa che diventa un potente destriero) grazie al gioco. Il gioco conferma la possibilità di essere attivi di entrare in relazione con le cose e di determinare le funzioni ed il senso che esse hanno. E si scopre così il senso e le funzioni degli oggetti, delle situazioni e perfino delle persone, possono cambiare e sorprenderci, possono essere modificati  e  interpretati in modo inedito.
Nel gioco i bambini cercano il piacere, ma mentre giocano imparano a sentirsi liberi e ad affermare il proprio io, esercitando le loro facoltà fisiche e psichiche e il loro diritto ad essere ciò che scelgono e decidono di essere e questo è esattamente ciò che succede a me sul palco.
Alla fine di uno spettacolo, se abbiamo lavorato bene, per tutti i piccoli spettatori tu sarai effettivamente una fata, una topolina in cerca di guai o una cow girl e anche quando ti incroceranno in abiti civili ti chiederanno di lei.
Ma una volta lasciato il palco ecco che comincia il difficile: rimani sola con te stessa, non c’è più alcuna maschera da indossare, un nuovo destino da interpretare o alcuna bacchetta magica che ti possa salvare: lì comincia la realtà fatta di cose che non vorresti, di desideri e obiettivi da raggiungere, fatta di sentimenti, emozioni e relazioni difficili da gestire. Fatta di rapporti in cui non ti accorgi di quanto valgono per te e di quanto abbiano fatto nei tuoi confronti e di quanto male hai fatto tu senza ricambiare, non per cattiveria, ma semplicemente perché non ci potevi credere, non sembrava stesse capitando proprio a te e poi quando queste cose le senti allontanarsi allora ne capisci l’importanza e vorresti un palcoscenico su cui salire e dire ogni cosa, gestire quell’emozione che nasce. Ma invece rimane solo la realtà e lì l’emozione ti assale…..

 

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